Senza entrare nell’incerta questione del rapporto tra lettore e scrittore va detto che quello che per voi è l’inizio, di una lettura, di una storia e quindi di un viaggio, per me ne è la fine. Non tanto e non solo la fine di quello che ho scritto, ma la fine di una parte di me che poi va a sedimentarsi in qualche posto da cui solo a fatica riesco a ripescarla. Prima di un romanzo c’è un’idea o una serie di idee, anzi prima ancora ci sono suggestioni, alcune se ne vanno come sono venute, altre si consolidano nel tempo e possono diventare appunti rielaborati, articoli o racconti. Gran parte di tutto questo viene dimenticato, mentre altre cose diventano strumento di costruzione, così come cominciando una casa si cerca il materiale per il letto delle fondamenta. Alla fine di tutto questo lavoro il più va perso e dimenticato, qualcosa, casualmente o perché ha avuto altri utilizzi, rimane. Forse ha un qualche interesse o soddisfa qualche curiosità consultare ciò che è rimasto. Anche solo per dare una prospettiva a quel che altrimenti sarebbe solo un inizio per voi, una fine per me.