L’Anarchia è una probabilità di redenzione...

Il Romanzo della Nazione - Dal 27 agosto in libreria - Un romanzo che illumina i nostri destini

IL ROMANZO DELLA NAZIONE

Siamo storie, siamo le storie a cui abbiamo appartenuto, siamo le storie che abbiamo ascoltato. E infatti Maggiani ascolta. Ascolta il fiume di voci che si leva nel canto della nazione che avremmo potuto essere e che non siamo, le voci di un popolo rifluito dentro l’immaterialità della memoria. Si insinua nelle pieghe della vita apparentemente ordinaria dei suoi personaggi e racconta. Racconta di una madre e di un padre che si spengono portando con sé, prima nella smemoratezza e poi nella morte, un mondo di certezze molto concrete: la cura delle cose, della casa, dei rapporti parentali. Rammenta la fatica giusta (e ingiusta) di procurarsi il pane e di stare appresso a sogni accesi poco più in là, nella lotta politica, nella piana assolata quando arriva la notizia della morte di Togliatti.
Racconta, allestendo un maestoso teatro narrativo, della costruzione dell’Arsenale Militare: un cantiere immenso, ribollente, dove accorrono a lavorare ingegneri e manovali, medici e marinai, ergastolani e rivoluzionari, cannonieri e fonditori, inventori e profeti, cuoche e ricamatrici, per spingere avanti destini comuni, avventure comuni, speranze in comune. Racconta di come si diventa grandi e di come si fondano speranze quando le speranze sono finite. Mai si era guardato negli occhi di un padre così a fondo per domandare una sorta di muto perdono, più grande della vita.
Nella mitica contea di Maurizio Maggiani ci siamo tutti, a misurare quanto siamo stati, o meno, “fondatori di nazioni”.

Come facessero non lo so, ma era tutta gente che sognava mentre lavorava, e quello che avrebbero fatto con il loro lavoro era la loro utopia.

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PRESENTAZIONI:
27 agosto ore 21.30 - Festa della Marineria. La Spezia - Nave Scirocco, Molo Italia.
28 agosto ore 21.00 - Festa del Libro. Montereggio di Mulazzo (MS)

Maurizio Maggiani riscrive le Operette Morali

Maggiani reinterpreta i quindici dialoghi contenuti nelle Operette morali e si confronta con gli immortali personaggi leopardiani trasformandoli in figure diverse eppure simili, quotidiane e senza tempo. Le sue “operette” portano in scena l’uomo e le sue tante maschere, in una galleria di invenzioni narrative che spaziano da un’inedita Mary Shelley all’operaio logorato dal sistema, da Coco Chanel all'ex sessantottino alle prese con una necessaria "decrescita poco felice", da Charlie Chaplin al fantasma di una nonna molto amata. Questi e altri personaggi reali o immaginati rifanno vivere nel nostro tempo quelli indimenticabili di Giacomo Leopardi.

 

 

 

 



Articoli da "Vivario", "il Secolo XIX" e altro

Pubblichiamo nella sezione "Articoli", Vivario, i testi della rubrica di piante e animali che tutti i lunedì esce su "Il fatto quotidiano" con le illustrazioni a matita di Marilena Nardi; inoltre gli editoriali usciti su "il Secolo XIX" in quasi 15 anni. Infine brani da altre testate. Più di 300 scritti di Maggiani liberamente accessibili!

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Beati, beati, beati noi

I figli della Repubblica

Un'invettiva

Beati, beati, beati noi che siamo entrati nella gioventù osservati ma non pedinati, controllati ma non compressi, repressi ma non asserviti. E mai depressi. Perché eravamo nati nell’aurora e cresciuti volgendo lo sguardo al mezzodì della Repubblica pur sempre nata dalla vittoria di un popolo di intrepidi sul nazifascismo.

Maurizio Maggiani ha una predilezione per l’oralità, gli piace sentire e far sentire come il racconto nasca dalla voce, dall’ascolto, dal rapporto che si crea tra la logica dei fatti e l’eco profonda della parola che li restituisce. È questo un segno decisivo dei suoi romanzi e degli incontri con il pubblico dei lettori. Ebbene, qui Maggiani fa un passo avanti e imbocca con rabbia e ardore la via dell’invettiva – un’oralità che sale di volume e di passione oratoria, perché, senza meno, deve ottenere un risultato: andare a segno. L’attenzione si sposta dalla leggenda delle cose accadute allo scacco delle promesse non mantenute. Le promesse fatte dalla sua generazione. Non poteva ben considerarsi beata la gioventù di un dopoguerra che si apriva provvido di speranze, di ideali, di futuro, e di un’alimentazione equilibrata? E allora? Che cosa succede ai figli del privilegio? Che cosa dissipano mentre disegnano un mondo nuovo? Oltre il confine della battaglia combattuta si apre il cedere del sogno, la traduzione dei ribelli in mediocri esecutori, manager, reggicoda di molti poteri. Maggiani amministra colpi con generosità – li chiama maledizioni. E tali sono, maledizioni. Perché i destinatari dell’invettiva e quelli che, pur fuori dal tiro generazionale, si riconoscono, sappiano almeno fare i conti con la vergogna del fallimento.

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Maggiani legge da "I figli della Repubblica" - Playlist di You Tube - 3 video





Felice alla Guerra

"Felice alla Guerra è un diario. Avrebbe dovuto avere una vita diversa da quella che ha avuto. Avrei voluto che fosse stampato in fretta, senza fronzoli, su della cartaccia, e messo in vendita a poco prezzo, magari alla cassa delle librerie. Perché è un diario di guerra, scritto giorno per giorno durante la Prima Guerra del Golfo..."

Felice alla Guerra è ora disponibile in ebook liberamente scaricabile in questo sito nella sezione Free