


Per questo sito ho iniziato a fare il lavoro della vedova. Cercare, curiosare, scandagliare, scartabellare, scovare e magari anche riordinare quello che ho fatto negli ultimi 25 anni. Fatto. Diciamo scritto. Che non è la stessa cosa. Ci sono lavori ancora su cartaceo ed altri su floppy che sapienti esperti informatici stanno cercando di salvare. Salvare poi. Salvare da cosa, non c’è un nemico. Il tempo se Dio vuole è fatto anche per cancellare e allora quello che troverete qui è quel che ho pensato di metter a disposizione prima di seppellirlo definitivamente. (foto Moreno Carbone)
Il diario d'agosto di Maggiani. Uscì nell'agosto 1999 su La Stampa su una rubrica intitolata Oblò.
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Ho iniziato con questo pezzo quella che chiamo la mia “tourné risorgimentale” ovverosia gli incontri con chiunque voglia ascoltarmi parlare del mio Risorgimento, di quello che non ho intenzione di farmi depredare dalle celebrazioni e commemorazioni, dai rituali e dagli anniversari. E facendolo mi sono accorto che ci sono molti più ferventi, genuini e sapienti repubblicani di quanto sarebbe lecito attendersi da questi nostri tempi così votati alla monarchia.
E poi ci sono stati gli anni in cui mi imbestialivo ascoltando le segreterie telefoniche, gli anni ’90 direi, quando chiamavi il tuo amico, la tua amante, ragazza, sorella, collega e ti rispondeva un meccanismo infernale che ti inchiodava alla cornetta con un intrattenimento variabile da Beethoven ad una clip dei Blus Brother , da Unphry Bogard a Massimo Boldi; e allora io, a spregio, appena suonava quel tanto agognato bip sbrodolavo lì uno di questi miei minuscoli raccontini da segreteria...